Anno 2050

aprile 22, 2016

Lui è Tyrion Lebowski Rossi e ha 22 anni. Come tutti i suoi amici passa le giornate steso a letto collegato cerebralmente a Facebook 3.

Il primo Facebook è il cimitero online più famoso del mondo, ci sono tutti gli anziani che commentano le morti degli altri anziani e postano fiori profumati (si possono collezionare, ci sono diversi livelli di rarità) sulle loro bacheche, tra un recupero di una serie TV e una lacrima sull’ennesimo “guarda cosa stavi facendo 40 anni fa!”.

Facebook 2 è stato un fallimento, perché non ha saputo cavalcare l’onda dei nuovi social network che avevano introdotto il tasto “scopiamo” risolvendo un problema che l’uomo si portava dietro da milioni di anni.

Facebook 3, grazie ai progressi della tecnologia, ha aggiunto la possibilità di condividere i propri sogni, e con un semplice like è possibile partecipare in multiplayer alle fantasie degli altri.

Nessuno esce più di casa.

Tyrion Lebowski Rossi ha appena appreso una notizia sconvolgente e la comunica a Ermione Scaltenigo, la sua trombamica mentale del cuore, che non ha mai incontrato in vita sua.

“Hai sentito chi è morto?”

“Chi?”

“Etrurio Manfredonia”

“ETRURIO MANFREDONIA? NOOOOO! Era uno dei più grandi cacatori di cazzo della rete!”

Tyrion e Ermione si muovono e decidono di organizzare una veglia con i loro contatti in memoria del leggendario internauta.

“RIP Etrurio. Quella volta che hai cacato il cazzo quando è morto il mago Silvan, nel 2025, la ricordo ancora come una delle più grandi cacate di cazzo di tutti i tempi”

Cordoglio ovunque. La gente posta le sue migliori cacate di cazzo a ripetizione, anche chi non aveva mai sentito parlare prima di lui se non dai messaggi condivisi distrattamente da altri utenti nel corso degli anni.

Ironman Martini, a quel punto, non ne può più.

“Adesso improvvisamente siete tutti fan di Etrurio Manfredonia. Quanti di voi si erano fatti cacare il cazzo da lui di persona? Eh? Tutti a condividere le sue cacate di cazzo storiche, e domani vi sarete già dimenticati di lui e passerete a rimpiangere il prossimo cacatore di cazzo di inizio secolo che muore”.

Tyrion scuote la testa. “Poveretto”, dice a Ermione. “Che ne sa Ironman Martini di quella volta che Etrurio in persona ha commentato il post di mio padre quando è morto Justin Bieber nel 2034”

“RIP Justin Bieber, insegna agli angeli cos’è la vera musica. Me lo ricordo ancora come se fosse ieri.”

“E la risposta di Etrurio? Una leggenda, cazzo. Una leggenda vera”.

“Justin Bieber? LOL! Io c’ero quando era solo un ragazzetto detestato da tutti, facile rimpiangerlo adesso. Sfigati”

“Classico stile di Etrurio. Impareggiabile”

“RIP Etrurio”

“Ma che ne sa Ironman Martini”

“Ma che ne sa”

*  Tyrion ha condiviso una fantasia con te

*    like

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Li Immortacci

gennaio 14, 2010

Il fascino del cantante morto è innegabile. Morire ti attribuisce automaticamente uno spessore, perchè oggettivamente più di così non puoi fare per essere ricordato, niente batte la morte.

Per questo motivo Jay Reatard, da ieri, da musicista indie di nicchia diventa un Immortaccio, per dirla alla Elio, e da qui in avanti il suo mito crescerà a dismisura, più di quanto non avrebbe mai potuto fare rimanendo in vita.

Questo perchè. Perchè una carriera è un libro, una biografia in corso d’opera, e finchè non arrivi all’ultima pagina non potrai mai avere una panoramica completa degli eventi, ci sarà sempre la possibilità che accada qualcosa di significativo che cambi il corso della storia e il tuo giudizio sul personaggio in questione.

Ad esempio, se domani Keith Richards decidesse di accompagnare in tour Mariano Apicella la cosa rappresenterebbe una macchia indelebile sulla sua precedentemente impeccabile carriera.

Jay Reatard, mio coetaneo, non accompagnerà mai Apicella in tour. Jay Reatard ha improvvisamente messo la parola fine al libro della sua carriera, il cerchio si è chiuso, entra a far parte del gruppo dei Jeff Buckley, dei Matthew Jay, di quei giovani musicisti che avrebbero avuto ancora tanto da dire e che in fondo non è che vivessero chissà quale vita spericolata (perchè mi sento sporco ogni volta che uso quest’espressione? Vasco, vaffanculo), quindi ci rimani di sasso, come se fosse morto un tuo amico con cui fino a pochi minuti prima sparavi cazzate e facevi gare di rutti.

Io non ero il suo più grande fan sulla faccia della Terra, ma mi piaceva. E non ero andato a vederlo al Covo, due mesi fa, pensando “massì, vado la prossima volta”, e questo adesso mi fa incazzare.

Ciao Jay, spacca culi lassù, se c’è qualcosa.

(e no, dedicare un post a UN morto solo perchè ha scritto qualche canzoncina non toglie niente a come mi possa sentire per la tragedia di Haiti)