Domatori di tragedie

novembre 16, 2015

Il brandizzato. Era Charlie quando eravamo tutti Charlie, era giallo quando eravamo tutti gialli, era arcobaleno quando eravamo tutti arcobalendo, è francese adesso che siamo tutti francesi. Era anche Valentino Rossi la settimana scorsa, comunque.

Il complottista
. Siamo sicuri che fossero veramente dell’ISIS? Siamo sicuri che non sia stata tutta una messa in scena? Come mai il ragazzo dell’italiana morta ha confermato la cosa solo due giorni dopo? Troppe cose non tornano. Secondo me ci stanno mentendo, niente di tutto questo esiste, e sono a posto con la coscienza.

Il benaltrista. “Sei triste per la Francia, eh? E perché non eri triste per la Nigeria? E per il Libano? E per i Curdi? E per i Giapponesi? E per Alderaan? E per i dinosauri?”. Il social network ideale del benaltrista, dunque, è composto da 1000 persone che ogni giorno, a tutte le ore, in ogni attimo libero della giornata, postano immagini di tragedie.

Il guerrafondaio. “Ammazziamoli tutti!”. Tutti chi? “I musulmani!”. Lo sta già facendo l’Isis, vuoi unirti a loro? “In che senso?”. Niente niente.

Il silenzioso poser. Quello che certe volte bisognerebbe semplicemente stare tutti in silenzio. Però lo dice. Come quando alle elementari facevamo il gioco del silenzio e uno diceva “ssshhhhhhh!”: ecco, tecnicamente quello lì aveva perso, per me, ma ci sono sempre state grandi discussioni a riguardo.

Il silenzioso autentico. Quello che sta in silenzio e basta, e di conseguenza si becca del superficiale e dell’insensibile da tutte le altre categorie.

E io? Io penso che ognuno abbia diritto a reagire a modo suo. Non mi piace pontificare dall’alto di sto cazzo su come sia giusto o sbagliato porsi di fronte ad eventi esageratamente più grandi di noi. Ogni volta che succede qualcosa del genere ho un rigurgito d’odio, e gestirlo è impegnativo, quindi da un lato capisco chi si lascia andare a proclami e dichiarazioni di guerra da tastiera, a patto di riuscire a trovare la lucidità, la voglia e la curiosità di andare più a fondo delle vicende e rendersi conto che non è mai tutto bianco o tutto nero. Questa lista non ha alcun intento polemico o critico: è un’analisi serena di quello che sto osservando in questi giorni post-apocalittici nei social network. Un’analisi che mi sento di concludere mandando affanculo le merde che hanno provocato tutto questo. Perché in mezzo a tutte queste discussioni magari perdiamo di vista quello che rimane, fino a prova contraria, il nucleo della vicenda: nessuno dovrebbe potersi permettere di spegnere una vita. Mai e per nessun motivo. Stronzi.

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2 Risposte to “Domatori di tragedie”

  1. Daunt said

    Manca l’analista geopolitico ridondante: “Ma chiedetevi chi è che li arma! Chiedetevi chi li finanza! Chiedetevi chi ci guadagna! Informatevi cristo”. Ha appena scoperto concetti quali la guerra per procura e la realpolitik, e credendo di essere il primo ad averlo fatto va a bullarsi delle sue nuove nozioni con i contatti come un 18enne a cui hanno appena regalato il primo motorino

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