Una voce fuori dal coro

novembre 4, 2015

Di recente mi sono imbattuto nella storia della ragazza che, ad un colloquio di lavoro, si è rifiutata di rispondere ad una domanda sul suo stato civile e per questo è stata congedata dal proprietario dell’azienda (o chi per lui).

Dunque.

Se io devo assumere qualcuno, e io sono un privato e non un ente statale, ho il diritto di assumere chi mi pare. Puoi essere la persona più qualificata del mondo ma se arrivi al colloquio ruttando ho il diritto di non assumerti. Così come tu hai il diritto di presentarti ruttando, per carità. Libertà per tutti.

Allo stesso modo, se arrivi al colloquio e non rispondi ad una semplicissima domanda su di te ho il diritto di non assumerti. In un’azienda privata, che magari avrà 10-20 dipendenti, è giusto sapere chi si assume. E quindi è giusto che venga posta la domanda “sei sposata? Hai figli?”, che tra l’altro è una domanda che viene posta anche agli uomini, mica solo alle donne.

Vi svelo un segreto: se vi assumono, avranno bisogno di un vostro documento di identità. Documento in cui c’è scritto “Stato civile: X”. Quindi prima o poi lo dovrete dire se siete sposati o meno, e prima o poi lo dovrete dire se avete figli o meno, quindi perché far girare i coglioni a chi ti sta facendo un colloquio rifiutandoti di rispondere?

Si obietta: non è giusto che una donna venga discriminata e venga o meno assunta a seconda del proprio stato civile. Giusto. Sacrosanto. Mia moglie è andata avanti due anni a cercare lavoro e a farsi dire “grazie, le faremo sapere” da gente che non voleva assumere una ragazza di 30 anni che forse, chissà, un giorno avrebbe potuto avere figli. Ci incazzavamo quando non veniva assunta, eccome se ci incazzavamo, ma il mondo va così. I proprietari erano liberi di assumere chi volevano loro, per il principio universale “se i soldi sono miei ci faccio quello che voglio”. Inoltre capivamo il punto di vista di chi magari vive in un periodo di grosse difficoltà economiche (non a caso una delle aziende in cui ha fatto il colloquio è di recente fallita) e non può permettersi di assumere una ragazza che “rischia” di finire in maternità entro breve.
In un mondo ideale un pregiudizio del genere è ingiusto, ci mancherebbe, ma qui si parla del mondo reale.

Il tizio che ti ha fatto il colloquio era uno stronzo? Aveva la maglietta della lega? Era un cafone e ti trattava male? Insultiamolo per questo. Non insultiamolo per chi decide di assumere o non assumere.

Annunci

Una Risposta to “Una voce fuori dal coro”

  1. Emma York said

    Mi associo a ciò che hai detto. Sei uno che scrive in modo intelligente e non scrivi le solite ovvietà, dunque ti seguo volentieri.
    Un bacio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: