Sossoldi

novembre 21, 2014

C’era una volta un Cinquantaeuro.

Una banconota come tante. Aveva sentito dire che c’era la crisi e dunque si sentiva importante, sentiva il peso della responsabilità, sapeva che poteva fare la differenza.

C’era poi una volta un Trentaqualcosenne.

Aveva sentito anche lui dire che c’era la crisi e dunque aveva iniziato a fare più attenzione alle spese, a segnarsi quanto faceva di gasolio, quanto spendeva su Amazon, si era addirittura accorto che il detersivo costava parecchio. Non aveva mai fatto caso prima a quanto costasse il detersivo. Anzi, a dirla tutta neanche si ricordava che esisteva, il detersivo, tanto ci pensava la sua paziente metà.

Cinquantaeuro e Trentaqualcosenne si erano sempre rispettati e temuti a vicenda. Ognuno sapeva dell’esistenza dell’altro ma non ci badava più di tanto. Una botta e via, chi si è visto si è visto, alla prossima.

Oggi, però, il rapporto tra Cinquantaeuro e Trentaqualcosenne è cambiato. Trentaqualcosenne sembra tenere di più a Cinquantaeuro, e Cinquantaeuro sembra trovarsi sempre più comodo nel portafogli di Trentaqualcosenne. Se riesce a resistere al suo interno per una settimana, è un piccolo grande traguardo.

Insomma, Cinquantaeuro e Trentaqualcosenne sembrano proprio aver scoperto una nuova intesa, un’amicizia profonda. Ma come in ogni bella favola che si rispetti, l’imprevisto è dietro l’angolo.

Un giorno, infatti, Cinquantaeuro e Trentaqualcosenne decidono di andare a prendere la verdura. Insieme a loro il fido Spiccy, animale domestico della coppia. C’è da dire che Spiccy non è affidabilissimo, quando lo cerchi non c’è mai, sarà perché ha paura di essere abbandonato in un carrello e dato in pasto a Ciaoamigu, il temibile uomo nero del parcheggio.

Quel giorno, infatti, di Spiccy non c’era traccia. Arrivati alla cassa con tre carciofi e due pomodori, Cinquantaeuro e Trentaqualcosenne si trovano di fronte alla vecchia amica Unghiecolorate, che pone loro la fatidica domanda: “avete Spiccy”?

Parte la disperata ricerca. Foto di Spiccy appiccicate agli alberi, catene di Sant’Antonio sui social, appelli in diretta TV. Niente da fare.

“Mi spiace, non abbiamo Spiccy. Bancomat?”

Ah, il Bancomat. Leggendario simbolo di potere originario del Giappone, dove lo shogun Mitsukunimito lo sbatteva in faccia ai Mitsukunemici per ribadire il suo status altissimo, come se il mascellone non fosse stato sufficiente.

“No, mi spiace, non ci hanno ancora abilitato il Pos!”

“Ma è im-Pos-sibile!” esclama dal portafogli Cinquantaeuro, conscio che il suo destino stava per compiersi.

È un attimo. Trentaqualcosenne sa che non ha altra scelta, estrae il compagno di mille avventure e lo consegna a Unghiecolorate, una scena straziante che ricorda molto da vicino questa:

Di Cinquantaeuro rimane solo il ricordo. Al suo posto entrano in scena:

– due Ventieuro, ragazzini scapestrati che durano giusto il tempo di una pizza

– un Cinqueeuro, lo sfigato della cumpa, che verrà probabilmente dimenticato in un giubbotto per poi vivere il suo unico momento di gloria un anno dopo.

– “Spiccy! Ecco dov’eri finito. Mi raccomando, non andartene p…” e va ad incastrarsi nel distributore automatico di lattine. Al suo posto un Chinotto.

In fondo alla via, lo Sportellodellabanca fa l’occhiolino a Trentaqualcosenne.

“Ehi, tu, belo. Cinquantaeuro?”

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Una Risposta to “Sossoldi”

  1. AP said

    Ti si legge sempre volentieri, peccato che tu non scriva più spesso.

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