Guida ai mondiali per vostra nonna

giugno 9, 2014

Buongiorno signora, questo post è per lei e per chi come lei sta per essere travolto dall’abituale ondata di informazioni, articoli, servizi e reclame sui mondiali di calcio e non ha idea di come prepararsi a questo inevitabile momento.

Il calcio sta facendo di tutto per farsi detestare, in Italia, e devo dire che sta riuscendo nell’impresa di allontanare sempre più lo spettatore occasionale. Noi però siamo di un’altra squadra, siamo della squadra dei buoni, dei malati ma buoni, siamo quelli che non sono interessati agli scontri fra ultras, agli ingaggi faraonici (ma le assicuro che in Italia c’è grossa crisi anche nel calcio e i più pagati ormai vanno altrove), ai giocatori che mettono le corna alle mogli, alle mogli che lasciano giocatori per altri giocatori etc.

A noi interessano le serpentine di Hazard, gli inserimenti di testa di Schar, i miracoli di Ochoa (sempre che giochi, signora!), i dribbling di Cuadrado, i deliziosi dialoghi tra Pirlo e Verratti, Feghouli che trascina una sorprendente Algeria. Insomma, ci interessa un mondo che i media le tengono volutamente nascosto (SVEGLIAAA!!!11), perché farebbe sembrare il calcio quello che effettivamente ancora è.

Un gioco.

Anno 1990, al campetto, lei era ancora un’avvenente signora di mezza età (oggi le chiamiamo MILF), noi dei marmocchi, e facevamo che io ero Matthaus e lui era Gullit, e odiavamo Maradona perché era del Napoli. Odiavamo Maradona! Che tempi, signora. C’era una palla e giocavamo quelli con la maglia contro quelli senza la maglia, e non si poteva tirare BOMBE perché ci si faceva male e perché bisognava andare a riprendere il pallone lontanissimo. Dopo aver sudato due ore ci fermavamo perché stava per iniziare la partita, e me la ricordo bene quella partita, ottavo di finale Colombia – Camerun, partita poetica come poche, col vecchio Roger Milla (oggi dovrebbe avere oltre 60 anni, rendiamoci conto) che beffa uno scellerato Higuita trascinando i suoi ai quarti, in quella che sembrava la definitiva svolta per il calcio africano. Da allora non sarebbero più arrivati così lontano, ma non è questo il punto.

Il punto è che noi siamo ancora quei bambini. Lo so perché ci piacciono ancora le figurine, i videogiochi e le patatine. Dunque quando vediamo la palla che rotola, quando vediamo gli spalti pieni di tifosi con la faccia dipinta, quando sentiamo l’inno di Mameli e siamo in sette in salotto per la partita dell’Italia, emergono dei sentimenti che semplicemente non possono essere sconfitti. Non pretendiamo che ci capiate, non pretendiamo che ci assecondiate, non pretendiamo che vi uniate a noi.

No, tutt’altro.

Volevamo solo farle sapere che non ce ne frega niente di lei, che non ce ne frega niente di quelli che non seguono il calcio, non ce ne frega niente di quelli che odiano i mondiali. Metaforicamente parlando, sto facendo una scurreggia con il palmo della mano e sto correndo via urlando “INIZIANO I MONDIALI, *bestemmia*, OLEEEEEEE!”

Annunci

2 Risposte to “Guida ai mondiali per vostra nonna”

  1. Vlao said

    Ah ah ah… mitico!

  2. Ony said

    “Feghouli che trascina una sorprendente Algeria” (cit.)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: