Mi piace

agosto 27, 2013

Pensate: fino a qualche anno fa non c’era Facebook.

E fino a qualche anno prima non c’erano i social network.

E fino a qualche anno prima non c’erano i blog.

E fino a qualche anno prima non c’erano le chat.

E fino a qualche anno prima non c’erano gli sms.

E fino a qualche anno prima non c’era internet.

E fino a qualche anno prima non c’era il telefono.

E fino a qualche anno prima non c’era la carta.

Insomma, c’è stato un momento, nel corso della storia, in cui la gente era COSTRETTA dalla naturale assenza di mezzi alternativi a dirsi in faccia le cose.

O a non dirsele.

“Caro, mi sono fatta un nuovo vestito scuoiando un cinghiale”. Non c’era via di fuga, per lui. Doveva affrontarla e non c’era modo di barare: il suo volto avrebbe faticato a nascondere lo scarso interesse per la novità e la crisi coniugale sarebbe stata inevitabile.

Oggi la giunonica consorte posterebbe l’immagine su facebook e il marito se la caverebbe con un diplomatico “mi piace”.

Pensate a quanto si nasconde dietro ad un solo, misero “mi piace”. E se non avete voglia di pensarci lo faccio io per voi, come al solito.

Like sincero. Un amico posta il link al trailer di quel cartone animato porno che tanto bramavi. L’argomento è scottante, dunque eviti di scrivergli “GRANDEEEEEEEEEEEEE” sembrando il depravato che effettivamente sei e ti limiti a cliccare su “mi piace”. Perché sì, ti piace. Non c’è trucco non c’è inganno.

Like minaccioso. L’amico d’infanzia della tua ragazza, il Dawson per intenderci, posta un sorrisino sulla bacheca di lei. Lei te l’ha detto mille volte che è solo un amico e che con lui non potrà mai esserci niente, ma tu sei un uomo e sai come funzionano le cose. Non vuoi indisporre lei arrivando a minacciarlo fisicamente, quindi ti limiti a posizionare un “mi piace” strategico sul sorrisino, una sorta di subdolo avvertimento, “ti tengo d’occhio, motherfucker”.

Like sornione. Lei ti piace, su, ammettilo. Ma non sei uno di quelli che si presentano sotto casa con una chitarra, tu giustifichi la tua mollezza dicendo a te stesso che la lavori ai fianchi, che fai il giro largo, cose così. Ci siamo passati tutti. Quindi quando lei posta una foto del suo gatto di merda, tu metti il “mi piace”. Per farle capire che ci sei, sei lì, presti attenzione a quello che posta, e le notifiche continueranno a ricordarle la tua esistenza. Intanto. Poi un giorno vediamo. O anche no.

Like caritatevole. Si vede che quel tuo amico ci tiene, a quello che ha scritto. Ha sparato quella battuta che non fa ridere ma mica puoi dirglielo, su. Dire a un amico convinto di far ridere che non fa ridere è più imbarazzante che dirgli che puzza. Ma tu gli vuoi bene, cristodiddio. E’ tuo amico! Ti prenderesti una pallottola, per lui! Al paintball. Sono passate cinque ore dal suo post e nessuno ha ancora cliccato su “mi piace”. Ti immoli e lo fai tu. Che sarà mai.

Like scaccia-tag. Ti hanno taggato. Il tag è malefico perché non hai scuse, devi per forza rispondere. E devi rispondere qualcosa di carino. Chi ti ha taggato è convinto, nel profondo, che quella cosa ti interessi tantissimo. ESIGE una tua opinione. Sei in trappola. La tua unica via d’uscita è il “mi piace”. Taaac. Addio, babbei!

Like di salvataggio. Qualcuno ha commentato un tuo post. Ha fatto una battuta. Sembra divertente. Tutti ridono. Tu no. Tu non l’hai capita. Oh, succede anche ai migliori, cazzo volete. Ma non ammetterai mai che non l’hai capita, figuriamoci. Dal vivo faresti quella risatina abbozzata che ti tradirebbe immediatamente, smascherandoti di fronte agli amici e marchiandoti in eterno. Dietro al tuo amico monitor riesci a sfoderare il “mi piace” di salvataggio, che ti trascinerà via dalle onde della vergogna sano e salvo a riva.

Like misterioso. Quando è spuntato fuori facebook hai aggiunto ai tuoi amici tutti i compagni dell’asilo, delle elementari, delle medie e del liceo, per poi renderti conto che se non avevi niente in comune con loro ai tempi della scuola figuriamoci adesso. Non capiscono un cazzo di cinema, musica, sport, arte, cucina, teatro kabuki, giardinaggio e storia del monopattino. Tutto quello che fanno è condividere immagini con scritte da baci perugina tipo IL VERO AMORE E’ QUELLO CHE NON DEVE MAI CHIEDERE CHE ORE SONO. Poi ogni tanto qualcuno ti sorprende. Posti un inedito dei Godspeed You! Black Emperor e la tua compagna di banco col diario di Poochie, che non ha mai interagito con te in cinque anni di socialnè, ti mette il “mi piace”, scombussolando qualsiasi tua convinzione e mettendoti in guardia sul fatto che LE PERSONE SONO UNIVERSI INESPLORATI <3.

Like pigro. Hai degli amici che stimi molto. Alcuni, oh, son davvero dei fighi. Geniali proprio. Scrivono dei post lunghissimi e lo fanno per te. Lo fanno per farti divertire, emozionare, ridere, piangere, riflettere, gridare, pensare. Tu li leggi e sei felice. Sei contento di avere menti tanto brillanti, penne tanto pungenti come amici. Però devi giocare a Candy Crush, mica hai tempo di scrivere “bel post” o addirittura di discuterne con l’autore. “Mi piace”, e alla prossima!

 

Post scriptum: mi fanno presente che manca il Like passo e chiudo, fondamentale per chiudere le discussioni ormai giunte al capolinea. Grave dimenticanza!

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3 Risposte to “Mi piace”

  1. Gianluca said

    Mi piace (torno a far finta di lavorare)

  2. pieromod said

    Like misterioso, sono fan

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