CIAO

maggio 28, 2013

Voi non avete idea di quanto difficile sia abituarsi a pronunciare due semplicissime parole come “mia” e “figlia”.

Fino a qualche settimana fa osservavo questi anziani signori che la società ci ha insegnato a chiamare “padri” con aria scanzonata e il cappellino da baseball con la visiera all’indietro, sfrecciando col mio fido skateboard tra le curve della vita e appiccicando la cingomma sulle loro anziane panchine.

Siete OLD! Raccogliete la cacca dai culi! Dormite mezz’ora a notte! Vi vomitano addosso! Non andate più nei posti fighi con gli amici! La vostra vita è finita!

Impertinente giovinastro che non ero altro. Diavoletto biondo. Pestifero Brighella.

Tutto questo, all’improvviso, è scomparso.

Salta fuori che quella storia dei nove mesi era VERA, non vi stanno MENTENDO, i bambini ad un certo punto ESCONO.

E Stella è uscita bellissima. Sì, lo direi anche se fosse bruttina come tutti i neonati, ma no, è bellissima, lo giuro. Ha due occhi che raccolgono tutto. Due occhi composti da tutto ciò che di bello è successo al mondo, dalla mia prima bici al gol di Grosso.

Ad un certo punto la portano dall’anziano padre (IO, neoiscritto al club), e insomma, mi sono preparato a lungo per questo momento (diapositiva)

 

Fatto sta che piange, poi le parlo, poi non piange, poi me la mettono in braccio, poi ciao.

E per ciao intendo CIAO.

CIAO è una pratica ricetta estiva. Prendete TE STESSO, inseritelo in un frullatore, frullate a frullo medio per due minuti, versate su quattro coppette e lasciate riposare in frigo PER SEMPRE.

Questo sono io, anziano padre frullato e lasciato riposare in frigo per sempre. Così mi ha ridotto MIA FIGLIA.

Fate figli. Non ascoltate quelli che vi dicono, con aria radical-snob, che no, che bleee, che eeewww, che siamo in tanti al mondo, che poi ti rovinano la linea, che che schifo i bambini, che poi non pensi più a te stesso.

MIA FIGLIA è la cosa più bella che mi sia mai successa e ogni volta che la tengo in braccio e la guardo sento un’orchestra sinfonica dentro di me che suona, suona, suona finché ad un certo punto esplode e si trasforma in uno stormo di colibrì impazziti che tentano invano di uscire, poi si arrendono e iniziano a cantare pure loro e a quel punto però non ricordo più cosa succede perché prendo sonno sul divano con lei in braccio.

 

 

 

 

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11 Risposte to “CIAO”

  1. rytzo said

    ti odio. e sai perchè.

  2. CIAO 🙂
    spero di dirlo un giorno 🙂
    un abbraccio 🙂

  3. d8r6 said

    Da applausi! Stavo girando un pò di blog a caso e mi sono imbattuto in questo fantastico post!l’ho sempre pensata cosi e condivido in pieno il tuo pensiero!
    complimenti per il blog!
    se ti va di passare dal mio: aspettatiilmeglio.wordpress.com
    ciao

  4. gico78 said

    Complimenti! Cosa le insegnerai prima, basi di Lost, fondamenti di Breslin o elementi di Chuck Norris? 🙂

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