Educazione concertistica

dicembre 10, 2012

Recentemente vi avevo narrato le mirabilanti avventure di Grattafascio e Furetto, due personaggi che nelle righe di un blogger burlone diventano pure simpatici e accattivanti, ma che dal vivo vorresti prendere a pagaiate in faccia per ore e ore.

Tuttavia, Grattafascio e Furetto erano genuini, nel loro essere dei cialtroni da rodeo. Erano due capre che vivevano il concerto a modo loro, sbraitando, urlando cori da stadio (da soli), prendendo la vicenda oltremodo a cuore. Non sono loro, i peggiori vicini che potete trovare ad un concerto.

Spiego.

Oggi mi capita di leggere la recensione di un concerto che sarei andato volentieri a vedere (approfittando dell’occasione per ribadire che Father John Misty NON sono io) nella quale si racconta di una situazione ormai sempre più frequente: alla gente che va ai concerti, ad un certo tipo di concerti, non frega una mazza della musica.

Per prima cosa le foto. Mettetevi il cuore in pace: potete anche avere il miglior smartphone della galassia ma le vostre foto faranno sempre cagare. Saranno sempre un po’ sfuocate, saranno sempre un po’ mosse, non si vedrà mai chiaramente il volto dei musicisti. Un giorno scorrerete la galleria del telefono e vi renderete conto che, stando alle foto, andate da anni allo stesso concerto dello stesso artista a macchie colorate.

Inoltre, ogni volta che alzate il braccio per fotografare date fastidio a chi si trova dietro di voi. Se lo fate una volta pazienza, se passate TUTTO IL CONCERTO a sparaflashare il gruppo io e voi abbiamo un problema.

Ma le foto le posso ancora sopportare, via. Non ci faccio caso. Dopotutto è la musica che conta, no? Dunque mi basta chiudere gli occhi e…

… e sentire VOI che parlate. Magari dando le spalle alla band, perché non sia mai che vi perdiate una preziosa parte di discorso. Magari alzando il volume della voce proprio mentre la band alza il proprio, perché come osano fare quel baccano mentre voi parlate di quanto i leggins facciano il culo grosso a Chantal. Magari continuando a gracchiare perfino durante quei pezzi un po’ lenti, un po’ intimi, quelli che necessitano di ATTENZIONE, quel tipo di attenzione che voi non avete la minima attenzione di concedere a chi sta sul palco.

E poi, magari, avete anche il coraggio di fare gli offesi quando mi volto di scatto e vi grido “SSSSSSHHHHHHHGHGHGSFGSDGFDSSSSSHHHHHH!!!”, con tutta la rabbia che ho in corpo, diventando paonazzo e sputazzando pure. Poi torno a seguire il concerto e lo so che mi fate le linguacce e le corna, ma almeno mi son tolto un peso.

La morale di questo discorso non è “ai miei tempi”, non è “ahh, questa gioventù”, non è “eeeeh, signora mia, l’educazione”, la morale di questo discorso è che dovete starvene buoni, in silenzio, magari cantare, magari saltare, magari pogare (poco) o magari anche andare a fare in culo, ok?

 

 

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2 Risposte to “Educazione concertistica”

  1. jjluke77 said

    HAHAHAHA mi piace il finale del finale! 😀

  2. […] cos’avevate capito). Inizialmente toccò a Grattafascio e Furetto, poi fu il turno dei Menefreghisti, ora prendiamo quest’ultimo concetto, estremizziamolo, esageriamolo, condiamolo con un […]

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