La mia collezione di dischi

dicembre 7, 2011

Ehi, un post nuovo! Sì, ma su richiesta. Vale lo stesso? Decidiamolo alla fine.

Temino del giorno: la mia collezione di dischi. Collezione di dischi di cui abbiamo una parziale diapositiva. Parziale perché manca tutta la parte di destra del megamobile Ikea da me personalmente progettato, pitturato ed assemblato, l’unico vero motivo d’orgoglio della mia altrimenti anonima casetta. Anonima, dai. Diciamo che è un enorme contenitore di dischi, dvd, videogiochi, libri, cani e persone. Uno scatolone a forma di casa.

La mia collezione di dischi mi rappresenta alla perfezione: è ingorda, beffarda ed esibizionista. Quanti dischi hai? MILLEMILAMILIONI. Sbadabam. No dai, quanti ne hai. Quattromila, circa. Quattromila? Ma ti rendi conto di quanto hai speso in dischi in vita tua? Metti quindici euro per cd e – no, piano. Molti sono singoli, molti sono promo, molti sono stati acquistati all’estero per poche noccioline. Anzi, senti qua: la mia collezione di dischi mi è costata più o meno l’equivalente di quanto incassato in otto anni di djset. Siamo pari. Non ci ho rimesso niente. Smettila di giudicarmi e di giudicarla. Inoltre non fumo. Ecco, quello è un modo stupido di buttare via i soldi, non credi? Bene. A posto.

C’è da dire, comunque, che la mia collezione di dischi non è solo mia. Quando io e la mia signora abbiamo iniziato a convivere c’è stato il rituale della fusione, due collezioni importanti convogliate in un’unica collezione mastodontica, dalla quale sono avanzati circa duecento doppioni magnanimamente regalati agli amici. Detto questo, ne avevo comunque più io.

Dentro la mia collezione di dischi c’è questo, più tutto quello che ho comprato dal 2004 in poi, e uno può pensare “che splendido pretesto per finire quel post incompiuto!”, e uno avrebbe anche ragione. Sostanzialmente, dal 2004 in poi la mia collezione è cresciuta a dismisura grazie a quattro categorie di dischi:

– I dischi della nostra generazione. Quelli di tendenza nel mondo hipster, avete presente? Quelli che escono e tutti “oh! il nuovo Bright Eyes!” e per due settimane non si ascolta altro perché quello è il disco del momento. Poi magari lo metti via e te lo dimentichi fino a dicembre, quando devi pensare ai dischi dell’anno per l’inevitabile top 10 e “Oh ma è uscito nel 2011? Avevo completamente rimosso”.

– I dischi ballabili. Ve l’ho detto, ho fatto a lungo il diggei. E per un certo periodo di tempo, fortunatamente superato, sono andato avanti ad acquistare ogni disco contenente almeno un pezzo tirato (rigorosamente indierocche, eh, che non fraintendiamo) . Questo ha fatto sì che accumulassi una quantità spropositata di dischi, vabbè, diciamolo, dimmerda. Ma ballabili, eh! Tutta roba che farà la mia fortuna quando tra dieci anni verrò pagato molti dobloni per fare le mie serate vintage nostalgiche degli anni ’00. Volete un esempio, magari? Gli Automatic. Ho un disco degli Automatic.

– I dischi che nessuno conosce. Avrei potuto dire “i dischi sconosciuti” ma non sarebbe stato abbastanza. Questi non sono sconosciuti. Questi, semplicemente, non li conosce nessuno. NESSUNO. E’ il passaggio successivo. Adesso i dischi che non conosce nessuno non esistono più, purtroppo, perché da Myspace in poi le band hanno imparato a promuoversi almeno quel tanto che basta per un mini-tour italiano di tre date a Milano, Bologna e Roma. Ma anche solo 7-8 anni fa la scena musicale pullulava di gemme nascoste. Ad esempio i Medium 21 nessuno di voi li conosce. A parte quelli a cui li ho fatti conoscere io. Poveri Medium 21, erano così bravi ma davvero, davvero sconosciuti. Anzi, conosciuti da nessuno. Al punto che non ho trovato neanche un loro video su Youtube. Eppure sono esistiti. Lo giuro.

– I dischi vecchi. Dai Beatles a Dylan a Springsteen a Neil Young a decine e decine di band punk e post punk, negli ultimi anni ho iniziato una meticolosa opera di recupero di classici che avevo solo in mp3 o che addirittura non avevo mai sentito. In questo modo ho la coscienza a posto quando dico a qualcuno “nooooo non puoi non avere The River del Boss, sono LE BA SI”. Per la cronaca, sono sempre meglio di quello che esce oggi. Altra qualità, altra pasta, altro spirito. Arrendetevi e accontentatevi.

Aggiungo che la mia collezione di dischi è, manco a dirlo, in continua ed inarrestabile crescita. Ultimi arrivati, due dischi dei Wilco acquistati in offerta su Play.com. E con quest’ultima affermazione mi son giocato la conclusione altisonante. Anzi no, rieccola. No, niente, falso allarme.

Ehm, buone feste?

Annunci

Una Risposta to “La mia collezione di dischi”

  1. dodocasty said

    buone feste

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: