L’asta siempre

settembre 10, 2010

A me piace un sacco il fantacalcio. Al liceo, quando ancora non era di gran moda, facevo una testa così ai miei compagni per giocarci, e conservo ancora il quadernone coi risultati del campionato di quinta superiore.

Ogni anno iscrivo diecimila squadre ad ogni tipo di fantacalcio possibile, dai vari siti amatoriali al gioco a premi di Sky, ma quella a cui sono più legato resta sempre e comunque quella della lega dal vivo con gli amici. Anche se per una sera diventano tutti nemici. La sera dell’asta.

Ne odio soprattutto uno, la mia nemesi fantacalcistica. Tre anni fa ne parlavo così:

Tu, tizio insulso che gioca a fantacalcio con me, presente all’asta ieri sera.
Tu, fastidioso esserino ghignante che ogni volta che chiamo un giocatore che non conosci ti metti a singhiozzare un verso fastidiosissimo, qualcosa tipo ghiaauadhsgjahzhzjzk.
Sì, sto parlando proprio con te, con quella tua faccia da Tokio Hotel e quella risata da Salacious Crumb.
Volevo dirti che io, prima o poi, ti darò un pugno in faccia.
Davanti a tutti.
Immagina.
Asta.
Chiamo i giocatori.

Marzoratti – ahahahahahahahahahah!
Papa Waigo – chiiiiiiiiiiii?
Inler – ghiaauadhsgjahzhzjzk.
Kolarov – ahah[STUD!]

Dritto in mezzo agli occhi.
Un colpo secco, sordo.
Il naso spezzato.
La gente attorno che mi guarda con un’espressione a metà strada tra “ma che cazzo hai fatto?” e “finalmente!”.
Il bene che trionfa e il male a terra rantolante.
Immagina.

Oggi va un po’ meglio. Il ragazzino è cresciuto. Ride ancora come un cretino, ma ho imparato a tenerlo a bada.

Ed ora, per la serie I grandi special di Pardemazio Scatenone, illustrerò al mio attento pubblico le varie tipologie di giocatore di fantacalcio.

Il malato. Via il dente via il dolore, mi ci metto subito. Il malato, cioè io, e cioè il mio amico Borto che è quasi peggio di me, è quello che conosce tutti i giocatori, tutti i ruoli, tutte le caratteristiche, tutti i risultati di questa e delle ultime 15 stagioni. Una sorta di nerd sportivo senza vergogna alcuna, capace di anteporre in certe circostanze la propria squadra di fantacalcio alla fede calcistica, tifando non per un roboante 3-0 ma per un 3-2, che in attacco ho la punta della squadra avversaria e se segna due gol non mi dispiace. In fase d’asta sarà sempre quello che chiama i nomi assurdi che nessuno conosce (perchè, logicamente, il malato ha passato l’estate ad informarsi sul calciomercato):  a volte ci prenderà, altre volte saranno flop clamorosi che gli verranno rinfacciati per l’eternità. Sto parlando con te, Montiel.

Il tifoso. Il tifoso compra tutti i giocatori della squadra per cui fa il tifo, quindi viene spolpato vivo in fase d’asta dagli altri giocatori, consci che pur di avere il difensore centrale che non segnerà mai arriverà a spendere sessanta crediti. Il problema è che dopo aver sperperato tutto in porta, difesa e centrocampo, non ha più soldi per gli attaccanti. Non vince mai.

L’ambiguo. Strana figura che passa le cinque ore d’asta molto sulle sue e non lascia trapelare emozioni come il più navigato dei pokeristi. Non rilancia mai per nessuno, finchè non vengono chiamati quei 2-3 nomi coi quali è fissato (non necessariamente fenomeni, eh. Anzi). A quel punto impazzisce ed è capace di spendere tutti i crediti in una botta sola.

L’asino. Conosce quaranta giocatori, e di quei quaranta venticinque faranno parte della sua squadra. Non sa niente di niente, sembra essere lì più per fare un piacere a voi che per divertirsi. Spesso, per non sembrare troppo incompetente, si mette a rilanciare a caso i giocatori chiamati da “quelli bravi”, che a loro volta lo considerano una valida risorsa, altrimenti sarebbero costretti a farsi la guerra tra di loro.

Il matematico. Il matematico non segue il calcio in tv, lo segue sui giornali. Anzi, lo segue sui tabellini dei giornali. Non sa neanche come sono fatti i giocatori, ma se tizio ha concluso la scorsa stagione con la media di 6,46 bisogna investire duro su di lui. Questa strategia spesso lo porta a costruire una squadra coerente e bilanciata, ma il suo vero difetto è che non ha idea di chi siano i nuovi acquisti e i giocatori delle neopromosse, perchè nelle tabelle della serie A che si è scaricato prima dell’asta non sono segnati.

La meteora. La meteora ha sentito parlare del fantacalcio per anni, non l’ha mai fatto, finalmente lo convinci a provare, durante l’asta si diverte da pazzi, poi dopo tre giornate di campionato si stufa e tu gli comunichi che l’anno prossimo non può più giocare. Molto triste.

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15 Risposte to “L’asta siempre”

  1. Gian said

    hehe

    Se andassi ad un’asta sarebbe solo come “Studioso/osservatore”. Sarei troppo curioso di vedere come funziona, vivere l’ambiente, l’atmosfera… Dev’essere forte.

  2. AndyHood said

    penso di essere sempre stato nella fascia delle Meteore.

    Il fantacalcio mi ha sempre stufato dopo sole 3-4 giornate…..e dai tempi del primo liceo che non ci riprovo più.
    Diciamo che mi fa lo stesso effetto della palestra.

    W Il calcio giocato e W la Master League di PES piuttosto.

  3. AndyHood said

    io sono rimasto alla PS2 🙂 ….li è ancora il re incontrastato 😉

    Comunque si…Fifa pare molto meglio. Purtroppo il mio amico che ha la PS3 è un Pessaro convinto (tra l’altro dopo essere stato un Fifomane fino al 2001) e non ci sono speranze di farlo passare di nuovo alla concorrenza.

  4. robi said

    Quest’anno ci sono ricascato anche io.. e pensare che l’ultima volta cui ho partecipato avevo Otero in attacco.

  5. Marco said

    be’, il fantacalcio era in voga eccome quando andavamo al liceo. Per un attimo ho rischiato di giocare anche io, poi però la mia (allora) asocialità ha vinto! Comunque un malato come il tuo amico Borto c’era anche da noi, ed era nerd anche in millemila altri campi… aiuto!

  6. dodo said

    hasta el fantaclacio siempre

  7. marco said

    io sono riuscito a mettere in piedi un bel gruppetto alle superiori e ho vinto il campionato grazie a Boksic.
    Ma basta rivangare nel passato: su chi hai puntato quest’anno?

  8. lucadido said

    Hai omesso di dire quale tra queste figure alla fine tende a vincere:-)

  9. Sea Shanty said

    Io da “malato” in una lega a 8 composta per il resto da soli “tifosi” (quasi tutti gobbidimmer*a, peraltro) in quattro anni ho fatto tre primi e un secondo posto. Non avrei potuto essere categoria “tifoso” non solo per nerditura calcistica innata ma anche in quanto torinista che vuole vincere qualcosa nella vita.

    Dio, ma per caso “Borto” sta a “Barto” come la targhetta “Bort” stava a quella mancante di Bart in quella puntata su Grattacheccaefichettolandia?

  10. Barto said

    Eh, una volta ero malato così, ora mi ricordo il passato ma conosco poco del presente, però stasera quando potrò offrire proverò delle sorprese 🙂

  11. Turrigni said

    Aggiungo un altra categoria di malato: quello che per passione gestisce da solo un torneo online e butta parecchio tempo per far divertire gli amiici.

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