Il popolo della rete!

febbraio 26, 2010

Massì, và, anche il punto esclamativo.

Il popolo della rete non esiste. Il popolo della rete se lo sono inventati al tiggì per ghettizzare la rete, per far sembrare chi la usa per esprimersi un sovversivo, un membro di una setta, un comunista.

Dire “il popolo della rete” è come dire “il popolo dei supermercati”, “il popolo dei grattatori di culo”, “il popolo delle libertà”. Non ha senso. Tutti vanno al supermercato, tutti si grattano il culo, tutti amano essere liberi. Allo stesso modo tutti possono usare la rete, e poco importa se lo fanno o no. E’ lì. C’è. E’ un servizio aperto a tutti.

Quindi io, la casalinga di Desenzano, il parrucchiere di Matera e il professore di matematica di Asti dovremmo pensarla allo stesso modo su qualcosa solo perchè utilizziamo lo stesso servizio. Bisogna essere idioti per metterla su questo piano. Oppure furbissimi.

L’obiettivo è semplicissimo: far sembrare internet il demonio agli occhi dei vecchi, che ricordiamo rappresentano tipo il 99,4% della popolazione italiana, e quindi comandano loro.

Internet serve per scopare coi bambini, per drogarsi, per organizzare attentati, per farsi le seghe, per insultare il Papa, per scaricare illegalmente i cd di Giggidalessio e per traviare i ragazzini. Fateci caso, ogni volta che parlano della rete cercano di metterla in cattiva luce. Questo perchè, semplicemente, vogliono averne il controllo. Convinci i vecchi di merda che internet è IL MALE ASSOLUTO e loro approveranno ogni tua azione volta a limitarla.

A questo punto dovrei inserire una morale, una soluzione al problema, un cazziatone di qualche tipo, ma mi viene solo un vaffanculo. Portate pazienza.

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16 Risposte to “Il popolo della rete!”

  1. Micra said

    Concordo appieno anche sulla morale finale 🙂

  2. kekko said

    Beh però se andiamo un briciolo sullo specifico il POPOLO DELLA RETE esiste, è reale e ben distinto dagli altri popoli -c’è un bacino di utenza a cui ci si rivolge e non è lo stesso bacino di utenza della carta stampata e della TV, tanto per dire. ci sono psicosi tipiche di chi usa internet in maniera massiva, ci sono cose che vengono fatte e dette solo da certa gente, ci sono network di utenti a cui ti rivolgi per certe cose etc.

    poi sì, che un certo giro studioaperto/portaporta/mimuniano distorca la realtà in favore di un punto di vista (spesso) irragionevole e insensato è un discorso a parte, che può essere fatto per qualsiasi argomento che passa per quei format -chihuaua, motociclisti, negri, anoressiche, sedicenni, attrici di fiction italiane, operai nelle fabbriche di ghisa- ma rimane il punto: c’è una sottocultura di gente che si informa in un altro modo, la pensa in un altro modo, la dice in un altro modo, ne parla con altra gente…

  3. Mist said

    Beh, certo! E’ innegabile. Credo che chiunque sia intervenuto a commentare ne faccia parte. 🙂 Però non è *tutta* la rete. Anzi, nonostante tutto resta una minoranza, anche se molto rumorosa.

  4. El Kabong said

    Hai perfettamente ragione (come sempre, del resto :)). Posso condividere su FB?

  5. manuelsensible said

    Per fortuna che i vecchi tendono a morire

  6. Kennedy said

    Purtroppo si tende a dimenticare una cosa: la percentuale di gente che sa usare internet in modo effettivamente costruttivo è una desolante minoranza. Se passo il mio tempo davanti al computer per leggere il gossip e scaricare la suoneria del millepiedi alcolizzato sul cellulare alla fine ho solo sostituito Novella 2000 con un prodotto analogo (ma gratuito), e tenderò ad avere un’idea delle cose più simile a quella dei vecchi che a quella dei sani utilizzatori di computer.

  7. ruphus said

    “tutti amano essere liberi”
    non so. ne sono convinto ogni giorno di meno.
    forse “tutti amano pensare di amare di essere liberi”.
    ma è fatica.

    per il resto, ben d’accordo.

  8. dido said

    Internet serve per farsi le seghe.
    Viva il popolo dei grattatori di culo.

  9. Gregorio said

    straquoto!
    Troppo giusto per non essere condiviso. Al più presto un trackback.

  10. spingitoridicavalieri said

    Grandee!

    Ti ho beccato da chuck, e forse ogni tanto ripasserò…

  11. spingitoridicavalieri said

    P.s. che traduzione automatica di merda sto tema!
    “spingitoridicavalieri detto”, che era un “said” suppongo….

    Beh, qualora anche fosse possibile probabilmente non vale la pena di ricompilarsi un .mo per così poco…

  12. Mrc84 said

    Bah, sarà, ma è proprio Beppe Grillo a usare questo termine di “popolo della rete”, seguito a ruota da Di Pietro. E’ pacifico che anche loro sbaglino a generalizzare, anche perchè gli utenti italiani di internet sono quasi 25 milioni ed è chiaro che non votano tutti per Idv o movimenti a cinque stelle, menomale o purtroppo è soltanto un’opinione. Anche a me infastidisce il “titolismo” di certi giornali, che in questi giorni spesso ricordavano che “il popolo della rete” ha esultato alla morte di Cossiga (anzi, Kossiga): io non ho certo esultato e ad essere accomunato a quei cretini che lo hanno fatto solo perchè sono utente di internet mi fa quotare il tuo “vaffa”, caro Mist.

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