Avatar, dunque.

gennaio 18, 2010

Già il fatto che mi venga voglia di dedicargli un post è sufficiente per chiarire una cosa: Avatar non è un film che lascia indifferenti.

Premessa doverosa: se non vi è piaciuto non avete un cuore. Non avete un’anima. Non sapete più sognare. Siete dei cinici dimmerda o dei prevenuti del cazzo. A meno che non l’abbiate visto in 2D, e allora vi perdono.

Perchè Avatar è un sogno ad occhi aperti. Un trip di tre ore. Un’esperienza che segna l’inizio di un nuovo modo di vedere e concepire il cinema. D’ora in poi il 3D diventa un valore aggiunto e non solo uno sfizio insignificante per farti pagare due euro in più.

Il passaggio da essere umano ad avatar del protagonista del film è una metafora di quello che succede a noi stando seduti ad ammirarlo (“guardarlo” è limitativo): le parti in cui Sully si trova a vivere la sua banale esistenza in sedia a rotelle sono poco stimolanti, sia per lui che per noi, e solo tornando ad essere un cristo blu di tre metri si sente realizzato.

Quando entriamo negli scenari deliranti di Pandora, noi siamo VERAMENTE a Pandora. In sala, venerdì sera, tra le 600 persone presenti non volava una mosca. Perfino i due-tre fessi che durante i trailer alzavano la voce pronunciando le solite battute idiote sono stati miracolosamente zittiti da qualcosa in grado di lasciare a bocca aperta anche degli asini della loro risma.

“Ma ho sentito dire che la trama è quella di Pocahontas”. Certo, perchè la storia dello straniero che viene a conoscenza delle usanze e della cultura di un popolo selvaggio l’ha inventata Pocahontas. Mai visto Balla coi lupi? Per dirne uno, eh, ma ce ne saranno a dozzine.

Dunque si può dire che la base di partenza della storia sia abbastanza inflazionata, ma che lo sviluppo è spesso sorprendente. La critica anti-militarista è tremenda, colpisce al cuore senza troppi giri di parole, soprattutto quando i marines partono all’attacco dei Na’vi dicendo che “combatteranno il terrore con il terrore”.

Certo, alcuni personaggi sembrano un po’ troppo stereotipati per risultare credibili (il capitalista senza scrupoli, il fanatico militare, la ribelle) e la loro personalità viene approfondita troppo poco. Ma immagino che mi sia abituato troppo bene coi telefilm e che più di due ore e quaranta non sarebbe stato possibile farlo durare.

Dettagli, comunque. Perchè il punto è un altro. Il punto è che mai come in questo caso la forma trionfa sulla sostanza, ed è una forma talmente unica e stupefacente da diventare essa stessa sostanza. Avatar non è la storia che racconta, Avatar è le montagne volanti, gli alberi luminosi, le creature della foresta.

E il modo in cui tutto è collegato (con delle trecce che sanno molto da prese USB) fa pensare che il film, in realtà, parli di noi. Di noi intesi come rete. Della rete vista come uno strumento in grado di unire la popolazione mondiale come nient’altro era mai riuscito a fare, in contrapposizione a chi continua ad agire e a governare ignorando quanto stia cambiando il mondo e quanto stia cambiando la gente.

In definitiva, andate a vederlo. Al cinema, mi raccomando, che senza il 3D il film perde quasi tutta la sua magia. Leggo recensioni in giro di gente che “l’ha scaricato” e mi fanno un po’ tristezza: una volta tanto che succede una cosa BELLA in questo mondo, godiamocela.

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14 Risposte to “Avatar, dunque.”

  1. marco said

    Sottoscrivo. Ogni. Parola.

  2. Gregorio said

    Quoto e straquoto.
    Decisamente il 3D è quel quid in più che può far tornare la gente al cinema. Da accanito divoratore di film, serie tv e streaming devo ammettere che il cinema aveva perso molto del suo fascino. Solo colossal grandiosi del calibro de “Il signore degli anelli” riuscivano a farmi optare per la poltrona del cinema invece di quella di camera mia, con pantofole & tuta al posto di coca-cola & pop corn.

    Quanto al film, decisamente coinvolgente l’immersione nel mondo di Pandora. I colori su tutto. Vivi, caldi, luminosi. Nel mutismo della sala (che ho notato pure io) mi sono ritrovato più volte a sperare che Sully si muovesse a tornare nei panni del gigante blu, procedesse con nuove esplorazioni delle montagne a mezz’aria, con nuovi voli coi draghi e camminate sugli alberi fluorescenti.

    La trama non è così eclatante? Il prototipo del cattivo non è diverso da tanti altri, la metamorfosi del protagonista non è da meno rispetto a tante altre pellicole, concordo. Ma nel complesso l’immersione globale direi che vale il prezzo del biglietto.

    Forse anche due; se è vero che riguardando un film si colgono sempre nuovi dettagli e minuzie allora un’altra domenica sera al cinema ci può forse forse anche stare.

  3. Midnighter said

    Pocahontas precede Balla Coi Lupi di più di un secolo o giù di lì, eh!

  4. Alfonso said

    Concordo praticamente quasi su tutto, tranne per due cose:
    1) per la storia del 2D. Non l’ho visto in 2d, ma credo che la bellezza del film sia che per la prima volta sono perfettamente mischiati scene girate e scene elaborate. Si nota tutto: l’erba spostata dagli elicotteri, il respiro affannato delle creature volanti, i muscoli tesi, gli insetti…
    2) per la storia dello scaricaggio ovviamente; sono un agguerrito sostenitore della copia in quanto tale: il dvd originale è una BURLA, non esiste il dvd originale, esistono i dvd e sono tutte copie. Ciò non toglie che, anche avendolo scaricato, l’utente si senta esonerato dall’andare al cinema. Al di là del 3D. Un buon film è un buon film. Avatar è un ottimo film, e qui vado al terzo punto.
    3) il film offre davvero tantissimi punti che hanno sola “sostanza”, non è solo un tiepido messaggio ecologista, animista e aggiungi tu un’altra cosa che termini in “ista”. Il problema semmai è proprio relativo all’immaginazione. Cosa puoi sognare, di più, dopo aver visto l’immenso orizzonte di Pandora?
    Non so tu, ma all’uscita del cinema un po’ mi sono sentito malinconico. Forse è vero che esiste il “mal di Pandora?”

    Lo rivedremo senz’altro, in questi giorni, in lingua originale però. Ecco un altro problema di Avatar: i dialoghi sono praticamente “disneyani”…

  5. davide said

    Il doppiaggio non m’ha convinto tanto in effetti, soprattutto quello della dottoressa e del generale (di cui non ricordo i nomi, forse Grace la dottoressa?).

    Comunque il parallelismo tra Pandora ed internet è stra evidente. Due mondi in cui tutto è collegato e si accede tramite un’altra entità (un avatar appunto). E vive di un equilibrio proprio che non bisogna toccare…

    Bel film, davvero. Peccato che gli occhialini del cinecity fossero di una plastica dura che premeva sugli ossetti del naso, e davano un pò fastidio alla lunga. Prenotazione obbligatoria, e nonostante questo non ho avuto meglio della 5a fila, che comunque per fortuna non è pesata troppo.

    Voti
    7,5 per la trama
    9 per il film in se
    10 per quello che rappresenta

  6. […] sacco di gente oggi ha parlato di Avatar (Avatar, 2009), ne ha parlato bene, ne han parlato male. Ora, ecco, io l’ho visto ieri sera e seppure non volessi […]

  7. One of a kind (RVD) said

    visto! spettacolare… certo, vederlo in 2d non ha senso!
    Peccato che poi ho avuto un gran mal di testa! Purtroppo questa tecnologia 3d non va ancora bene, specie x chi non ha la vista perfetta, come me.
    Va perfezionata

  8. Ehehe il secondo periodo mi ha convinto ad andare… via andrò ^_^

    Volendo sparare sentenze PRIMA di averlo visto, come usa su twitter, la metafora credo sia più questa, bada: http://www.realitysandwich.com/avatar_psychedelic_worldview_3d

  9. Mist said

    Molto molto interessante!

  10. galadrieli said

    quoto!
    era un secolo che volevo usare questa parola ed un intero mese che aspettavo un bel commento al film. Qui dove sto sono riuscita a vederlo il 18 dic (in lingua originale, cosa che consiglio a tutti)e ho avuto un sacco di tempo per rimuginarci sopra.Sintetcamente di questo meraviglioso ed innovativo film voglio ricordare:
    1_la visione di un mondo fantastico, una natura e degli esseri talmente belli da togliere il fiato.Solo il buon Jules Verne era riuscito a farmi sognare così.
    2_La creazione di una realtà così tangibile da commuovere. non solo per come le immagini SONO, ma anche per ciò che rappresentano.Solo per citarne una insignificante: -il piede nudo che affonda nel terreno soffice dopo tanto tempo al “chiuso” – talmente concreto da diventare una sinestesia.
    3_La cascata riflessioni che si produce non appena le luci della sala si spengono: sulla sostenibilita, sulla connessione tra individui (anche senza trecce-usb), sulla comprensione delle diversità, sulle colonizzazione, sulla storia degli indiani d’america, sul destino delle popolazioni primitive ancora esistenti, sulla guerra e infine sui miliardi di film visti e di storie lette che trattano questi argomenti.
    La trama è lineare? La storia banale? tutte le storie in qualche modo parlano di conoscenza, guerra e amore perchè sono tre cose assolutamente universali e quindi assolutamente comprensibili.

  11. la Volpe said

    Ero sicuro di averti lasciato un messaggio ma forse mi sono fumato l’impossibile.

  12. Mist said

    Trovato e pubblicato. Era finito nello spam!

  13. Marco said

    A me non piace.

    Sarò pure un senza cuore, come dici te… ma non posso fare a meno di giudicare FONDAMENTALI i “difettucci” che hai elencato, primo tra tutti i personaggi stereotipati e la trama banale (poco importa se è pocahontas o balla coi lupi), dopo neanche 20 minuti sai già come va a finire!
    Oltretutto finale che è un po’ tirato per il capelli (non entro nei particolari perchè qualcuno non l’ha ancora visto), ma dopo aver spiegato la biologia di pandora (in pratica hanno spiegato l’animismo scientificamente… wow) quel finale non è affatto la conseguenza logica… ci stava bene qualche spiegazione in più.

    Ecco un altro punto dolente: il film è pieno zeppo di spunti interessantissimi, lo riconosco, ma sfruttati male. Cosatava tanto spendere 2 o 3 parole sulla biologia dei navii? Costava tanto un’introduzione di 2 secondi “tanto tepo fa, in una galassia lontana lontana”? costava tanto magari approfondire anche un po’ di più la cultura e la tecnologia umana, ridotti a poco più che macchiette con tanto di cattivo con la cicatrice (ma neanche i film per bambini!) che dice “ammazziamo le brutte scimmie blu”!
    Cioè, aveva più spessore Scar del Re Leone!
    E costava tanto far vedere la battaglia col supermegauccellone? Comodo far vedere il protagonista che gli spi butta addosso e torna la scena dopo col bestione già bello che domato…

    Poi per carità, il film ha un’ottima realizzazione grafica, ottima fotografia e scenografia, ottimi effetti speciali (pessime musiche, quasi inesitenti) ma si ferma lì.
    Film godibile (se al cinema ci vai di mercoledì, che spendi meno), ma niente di più.
    DI CERTO non un capolavoro.

    Poi è chiaro, se la gente dice che questi difetti sono “dettagli” e che il film è originale (con tanto di bestiario tratto pari pari dal manuale dei mostri di D&D, non hanno nemmeno cambiato i colori…), allora ci meritiamo davvero film come “natale a *inserisciunluogo*” , ci meritamo davvero Luca Barbareschi.

  14. Andrius said

    si bhe, caro Marco, se ti aspettavi una conferenza scientifica sulla biologia e sull’anatomia dei Na’vi allora credo che tu abbia sbagliato posto… 🙂 è un cinema…
    e poi che c’entra che il finale non c’entra nulla con la biologia del pianeta? cosa volevi, che finiva con una visione degli umani che studiano le radici delle piante?
    e un altra cosa… se il cattivo non fosse stato cattivo, ma carino e coccoloso, basso, paffutello e con la pelle morbida come la pelle di un bambino sarebbe stato meglio? che c’è di male nella cicatrice? proprio non capisco…
    le musiche non sono affatto inesistenti, prova a cercare su un qualsiasi motore di ricerca “Colonna sonora Avatar” 🙂 ti usciranno milioni di risultati con i titoli di 14 soundtrack…
    e l’introduzione… non è una favola… anche perchè l’introduzione “c’era una volta” o “tanto tempo fa” sarebbe stata una vera cavolata, visto che il film è ambientato nel 2145… non trovi?
    mai sentito parlare di “in medias res”? significa (per chi non lo sapesse) che la storia comincia in un momento in cui i fatti sono già iniziati, e “l’introduzione” viene fornita nel corso del film… è proprio la voce narrante del protagonista che ti racconta brevemente perchè è dovuto andare lui.. e gli antagonisti stessi spiegano perchè loro sono su Pandora. 🙂
    ultima cosa… gli animali non sono orginali?!?!? bhe, in effetti… praticamente ormai tutti vanno in giro volando su un ikran… e proprio ora qui fuori sta passando una signora a cavallo di un thanator…

    ma và và!!! 🙂 non ci sono argomentazioni valide contro Avatar,e ogni motivazione è facilmente smentibile 🙂 sorry… non riuscirete a far cadere in basso questo nuovo mito… Avatar è una cosa che non potete rovinare, mi spiace 😉

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