Giovani vecchi.

dicembre 11, 2009

O vecchi giovani. A scelta.

E’ una categoria di persone di cui mi sento di far parte. Mi lamento perchè i giovani-giovani non hanno più rispetto per i giovani-vecchi e tentano di farli uscire la sera. Mi fermo ad osservare le pagine web con la scritta “lavori in corso”. Ma soprattutto, rimpiango i bei tempi di internet.

Cioè. Internet è nuovissima. C’è gente che l’ha scoperta ieri e che si è abbonata ad Alice oggi. Gente che in questo momento sta tremando dall’emozione mentre digita “www.youtube.com” (viene fuori qualcosa tipo wwwososdja.adyuouatubec.ccomc, true story). Ecco. Il giovane vecchio è su internet da quando i modem facevano ancora quel rumore da caffettiera che oggi tanto ci manca.

E dunque cosa rimpiangiamo malinconicamente di quella rete che non c’è più?

– I siti di chat. Quando non avevamo neanche ICQ, ci si dava appuntamento lì. Massimo mezz’ora, che la connessione costava caro. Le chat dell’epoca si aggiornavano una volta ogni 30 secondi ed erano divise in stanze tematiche. In una di queste chat, circa mille anni fa, è nato il nick “Mist”.

– ICQ, per l’appunto. C’è stata un’epoca in cui il tuo numerino di ICQ te lo ricordavi a memoria come il numero di telefono, dove era sempre acceso, dove organizzavi chat con 20 persone e pensavi fosse la trovata più figa del mondo. Poi sono arrivati C6, Yahoo Messenger e compagnia, ma non erano la stessa cosa. ICQ è morto quando ha cominciato a metterci anni a caricarsi e, soprattutto, quando MSN ha cominciato a far valere la legge del più forte.

– I siti di siti. Geocities era il più famoso, ma io ne costruivo ovunque, tipo dovrebbe esserci ancora una mia vecchia fanpage dei Marion su angelfire.com. Perchè all’epoca, cari giovani-giovani d’oggi, SI LAVORAVA. Non eravamo mica lavativi come voi, che avete il feisbuc già pronto o che vi fate il blog con il template preconfezionato. Noi sudavamo sul nostro sitarello stupido. Lavativi.

– I newsgroup. Usenet esiste ancora e, anche se molto meno di un tempo, continuo a frequentarla. Ma da circa 8-9 anni non vedo volti nuovi, perchè è stata relegata in un angolo e nessuno la caga più. Usenet mi ha insegnato che trollare può essere un’arte (vedi questo libro, in cui sono pure citato qualche volta) e che in rete la parola è la tua unica arma, quindi per far valere le tue ragioni devi affinarne l’uso esercitandoti quotidianamente. Usenet ha tirato su una generazione di samurai della dialettica. Oggi tutti a usare le faccine animate. Pappemolli!

– I siti cult. Che erano cult già all’epoca, tra l’altro. Il primo sito cult della rete italiana è stato senza dubbio bruzzi.com, col suo giochino carogna dei pop-up infiniti. C’era poi il sito di bestemmie creative su geocities, scomparso recentemente, che noi vergognosi diffamatori delle gesta di dio e dei suoi amici ci siamo tramandati di generazione in generazione. E c’erano i primi portali, tipo Virgilio, ma all’inizio non capivamo a cosa servissero.

– Le mailing list. I social network le hanno rese obsolete, ma all’epoca le mailing list erano il modo più rapido ed efficace per organizzare serate, diffondere notizie, condividere materiale con gli amici etc. Per pigrizia non ho mai cancellato la mia sottoscrizione ad alcune di esse e oggi mi arriva un sacco di spam.

– Il kit del piccolo hacker. In altre parole, Netbus. Netbus (che non ho idea se esista ancora o no, e non ho voglia di cercare) ti permetteva, tramite un trojan, di accedere al PC di una sventurata vittima con le porte aperte e di terrorizzarlo a morte. Quando l’hanno fatto a me non ho dormito la notte. Mi hanno aperto lo slot del cd-rom più e più volte, mi hanno scombussolato lo schermo, si introducevano in quello che scrivevo (non dimenticherò mai un perentorio “MA COME CAZZO SCRIVI, COGLIONE?” mentre stavo lasciando un messaggio nei forum di gazzetta.it). I più cattivi arrivavano a cancellarti i file. Quando ho capito come funzionava ho iniziato ad usarlo a manetta, ma in maniera molto più creativa. Tipo entravo nel pc di qualcuno e, mentre scriveva, gli facevo credere di essere la sua coscienza, o Dio, o il fantasma di suo nonno.

Le matte risate.

Edit: mi fanno notare dalla regia che ho omesso IRC. Ma IRC merita un discorso a parte, più avanti.

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16 Risposte to “Giovani vecchi.”

  1. Doninside said

    mancano gli ftp nordici pieni di mp3: mega su mega da scaricare con un misero 33.6, finire un album era un’impresa da suddividere in molte sessioni di download… e a volte manco c’era il resume. Altro che torrent, streaming o (eresia) iTunes! Una volta, prima di diventare mainstream, era tutto più artigianale, “a misura di nerd”… poichè quello era il suo pubblico: sarà stata più “bruttina” ma almeno si capiva COME funzionava. Oggi è tutto più semplice, diretto, più “per tutti”, ma per molti versi assomiglia sempre di più agli altri media tradizionali (tv in testa) piena di pecoroni che seguono la massa senza capirne il perchè.

  2. thesleepymist said

    Ecco: all’epoca si cercava di capire come funzionava, sta rete. E ricordo ancora come fosse ieri il giorno in cui ho scoperto cosa fosse sto “mp3” di cui si iniziava a parlare 🙂

  3. Daunt said

    Oggi è un po’ come nei film di guerra quando le reclute arrivano al fronte impettite e pronte a spaccare tutto e i veterani le guardano pensando “pivellini! non avete idea di cosa sia questo mondo”

  4. Mantegna said

    Primo Mp3 scaricato: Eiffel 65 – Move your body 🙂

    è vero mi manca il suono del modem 56k e le bestemmie quando qualcuno alzava il telefono! Sue perchè occupavi la linea e tue perchè ti bloccavano il tuo mondo!

    Non rimpiangi le tariffe sempre più convenienti nelle ore notturne e nei weekend? Mi ricordo le nottate collegato e il giorno dopo l’attesa delle 20 per poter ricollegarmi!

  5. Alfredinik said

    Mi hai fatto venire nostalgia!

  6. Luci said

    Viva i modem antisgamo di adesso. Quello a 56k faceva QUEL rumore, si sentiva fino all’angolo più remoto della casa e richiamava mia madre che diceva “Basta stare su internet, c’è brutta gente!” o mio fratello “Sei sempre al computer, sfigatO!” (mio fratello mi insulta al maschile, per caricare ulteriormente l’insulto).
    Ah, ovviamente ora mio fratello mi dice “SfigatO”, perchè ho meno amici di lui su Facebook.
    Bah! 😀

  7. sciain said

    vorrei chiedere un minuto di silenzio anche per Audiogalaxy..

  8. vespaboss said

    ricordo ancora il mio primo sito fatto con frontpage 97 e caricato su xoom prima, passando per tripod e iitalia per poi morire sull’innovativo altervista…
    bei tempi gente

  9. markoski said

    23942627

    il mio primo abbonamento a internet è stato con intercity.shiny.it e mi costò 300.000 lire, più quasi altrettanti per un modem 14.400.
    la mia prima ricerca su lycos è stata “pamela anderson”, e dopo un paio di minuti ho scaricato la prima foto da una 15na di k (vestita) grazie a netscape.

    che angoscia.

  10. Eli Loker said

    geocities è una parola che causa nostalgia canaglia
    un po’ come TISCALI, o meglio ancora quell’indimenticabile termine chiamato INTERFREE, conosco qualcuno che ha ancora la mail @interfree.it e la cosa mi commuove non poco
    e poi il rumore del modem… io per non farmi beccare ci mettevo un cuscino sopra, ma faceva comunque un bordello indicibile. quando in ufficio parte il fax mi prende un colpo al cuore e penso solo a due, diciamo così, parole: CINQUANTASEI K

  11. Uazzà? said

    ICQ era il migliore, aveva quella chat supermegagalattica in cui tu scrivevi e l’altro vedeva in tempo reale le parole che si componevano, così prendevi per il culo il tuo interlocutore se scriveva lento o se cancellava ogni 2 parole.
    MSN l’ho odiato. non ho mai capito perchè la gente lo usasse….andiamo, non aveva (e ancora non HA, nonostante siano passati 1354651 anni) la VISIBLE LIST! ma come si fa?
    La cosa brutta di ICQ era che pesava ben 5MB e dovevo usare getright per scaricarlo, se no la connessione cadeva puntualmente a metà download…

    Comunque una cosa che è cambiata, è che una volta su internet dovevi scrivere BENE, altrimenti ti sfottevano, adesso ti insultano se usi ancora le vocali all’interno delle parole e il messaggio diventa troppo lungo e faticoso da leggere…

    erano tempi migliori.

  12. thesleepymist said

    Niubbo.
    Anche io, come markoski, ho cominciato col 14.400 di ITALIA ON LINE (poi fagocitata da Libero, poi fagocitato da Infostrada, poi fagocitata da Wind).

  13. jacoposki said

    25326941, ogni tanto lo loggo pure (da ebuddy).

    bei tempi.

  14. Lav said

    Minchia, mi commuovo anche io.
    Frontpage 97……… bua ah ah, microsoft nel suo voler fare tutto è sempre stata abile a costruire alcune delle più grosse merdate che si ricordino 😀

  15. […] Giovani vecchi. O vecchi giovani. A scelta. E’ una categoria di persone di cui mi sento di far parte. Mi lamento perchè i giovani-giovani non hanno più rispetto per i giovani-vecchi e tentano di farli uscire la sera. Mi fermo ad osservare le pagine web con la scritta “lavori in corso”. Ma soprattutto, rimpiango i bei tempi di internet. Cioè. blog: Pardemazio Scatenone | leggi l'articolo […]

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