Cattocrazia.

novembre 9, 2009

L’anno prossimo faccio trent’anni.

Ho sempre idealizzato i trent’anni come il momento in cui smettere di essere un cazzone e cominciare a dare un senso alla mia vita. Poi, man mano che vedevo amici più vecchi di me superare tale soglia e restare dei fannulloni con la testa tra le nuvole, ho spostato di dieci anni la soglia e ho deciso che forse i trent’anni di oggi non son più quelli di una volta. Quindi facciamo quaranta.

Ma li ho sempre idealizzati anche come il momento in cui iniziare a pensare di mettere al mondo un erede. Vedo mio zio, anni 46, che ha avuto la terzogenita quest’anno e mi dico che non voglio che i miei figli abbiano un padre vecchio. Voglio che i miei figli giochino con me ai videogiochi e voglio avere i riflessi ancora pronti a sufficienza per poterli saccagnare. Voglio arrivare ad avere i 60 anni di mio padre: figli indipendenti e weekend in barca a pescare. Arrivare a 60 anni con la prole alle prese con le crisi adolescenziali dev’essere un incubo.

Ok, mettiamo che tra tre anni nasce. Bimbo X, figlio di genitori agnostici e anticlericali, non verrà battezzato.

Ooooooh. Disastro in famiglia. Genitori ok, sono preparati. Ma tutti gli altri potrebbero volere la mia/nostra testa.

Bimbo X non andrà a catechismo. Se a scuola faranno imparare canzoncine su Gesù e faranno fare disegnini degli angeli a Bimbo X (succede, eh, ho visto le mie cuginette di 3 e 5 anni cantate le nuove hit della Madonna – non la cantante), Papà e Mamma Y si incazzeranno.

Ma il problema è che Nonna Z (o meglio, Bisnonna Z), la colonna portante della mia famiglia, colei che da quasi 60 anni cresce ogni infante che le si pari di fronte, è un’esperta mondiale di canzoni su Gesù e disegni degli angeli. Con che faccia potrò mai presentarmi da Nonna Z a dirle “per favore, cantagli qualcos’altro”?

E’ giusto che un bambino nasca emarginato? E’ giusto che, per via delle credenze dei genitori, rischi di passare un’infanzia infelice? Esistono asili che non fanno fare disegnini degli angeli? Esistono club di bambini emarginati a cui iscriverlo?

Oppure ci trasferiamo a Londra e vaffanculo.

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19 Risposte to “Cattocrazia.”

  1. scrip said

    Due cose.
    1) Figli subito. Io mi chiedo come facciano i quarantenni, ma anche i trentacinquenni. Io il primo l’ho avuto a neanche 28 anni e sono praticamente morto. Mi son venute fuori magagne di ogni tipo. Riflessi? Sarà già tanto riuscire a tenere in mano un control pad.
    2) Spero per te che a Padova siate messi meglio, ma a Rovigo senza gli asili cattolici non si campa. Abbiamo due soli asili nido pubblici in cui è praticamente impossibile entrare se si ha anche solo uno stipendio in famiglia. E i nidi privati son tutti cattolici. Direi che è meglio convertirlo all’ateismo verso i 5 anni…

  2. thesleepymist said

    Qualcosa tipo “Babbo Natale non esiste”? Ci avevo pensato.

  3. Luci said

    Certo, gli asili statali.
    Siccome l’alternativa era l’asilo privato gestito dalle suore, io e mio fratello abbiamo frequentato quello statale.
    Non ci hanno mai insegnato canzoncine sulla Madonna, nè dovevamo pregare anche perchè avevo parecchi compagnucci musulmani; al massimo a Natale si faceva la recita sulla nascita di Gesù. Ma punto.

  4. scrip said

    eh, ma bisogna che ti prendano, in quello statale. Pochissimi posti e dati in base al reddito (cioè in pratica solo ai genitori single e agli immigrati… non che sia colpa loro, eh, ma per la famiglia media non c’è posto). Bisognerebbe avere i nonni in pensione (il mio pupo non li ha), ma se poi i nonni cantano le canzoncine su Gesù non cambia poi molto 🙂

  5. Cristiana said

    Figli subito, ma solo se i genitori ne hanno fatte tante in gioventù, altrimenti arrivano i rimpianti.
    Poi puoi sempre battezzarlo e lasciare a lui la decisione di sbattezzarsi (si può fare) oppure no quando sarà più grande. Magari dopo si farà buddista, che ne sai? In fondo imporre l’ateismo è come imporre i voti a qualcuno. Fallo decidere con la sua testa.

    Ps. Ma scuole laiche, sempre.

  6. thesleepymist said

    E’ quello il succo del mio discorso. E’ giusto che una nostra scelta finisca col renderlo diverso dagli altri bambini fin da subito? Col tempo lo diventerà comunque, ma per meriti suoi 🙂

  7. silvia said

    no rimani li – io ho passato i miei primi 16 anni di vita da emarginata per lo stesso problema, con mio padre che bestemmiava in turco ogni volta che mia nonna voleva portarmi in chiesa, e mi faceva leggere libroni di filosofia a 1 anni – sono ottime esperienze formative che aiutano a formare il carattere.

  8. silvia said

    10 anni, non 1
    !

  9. torta said

    io opto per il trasferimento.
    non a londra però, troppo casino e troppo smog.

    facciamo lisbona!

  10. thesleepymist said

    Ma Lisbona è cattolicissima, cambia niente 😀

  11. eagle83 said

    sencondo me non ti conviene farlo crescre emarginato per delle canzoncine, si farà una sua idea da grande come al padre o no?

  12. Luci said

    @scrip: sono rimasta ferma a quando andavo all’asilo io, ormai 20 anni fa, ahimè. Mi ero scordata che ora anche lì fanno la “selezione all’ingresso”
    :-/

  13. Eli Loker said

    londra! tutta la vita proprio!
    (condivido post e situazione nonna in pieno!)

  14. silvia said

    e trasferirvi a Brighton? cmq vi conviene darvi una mossa che se di bimbi ne vuoi 2 o 3 il tempo stringe…

  15. dodocasty said

    Premessa sono cattolico.
    Mi dispiace per la situazione che si crea quando i genitori sono atei e non vorrebbero una scelta di religione.Purtroppo l’italia e un paese dove determinati cerimoniali non si fanno per fede ma per tradizione e questo il guaio.Battesimo e altri sacramenti diventano feste come il compleanno, il natale diventate l’ecatomebe commerciale che e diventata e cosi via

  16. Vediamo, io mi ricordo che quando un amico cerca di ricordare come si fa un blog, bisogna prima di tutto linkarlo…

  17. (Si spiega al cittino, che sará naturalmente intelligentissimo, che le canzoncine della nonna sono innocue buffonate e sta pure bene cantarle visto che le fa tanto piacere. E nessuno si fa male. Io, per dire, il catechismo l´ho fatto fino alla gresima, anche se grazziaddio la mi´nonna mi cantava le canzoni della Resistenza ^^)

  18. la ceci said

    ehi, io sono stata un bimbo X emarginato causa genitori comunisti in un mondo di cattolici! ed era il 1983!
    sono stata battezzata, no comunione e cresima. ho avuto però due genitori che hanno saputo spiegarmi perchè tutti ricevevano inutili collane e braccialetti d’oro a 8 e 13 anni (dehehehe). sono stata libera successivamente di scegliere se iniziare un percorso cattolico (no, grazie). vado SUPER FIERA della scelta (all’epoca abbastanza coraggiosa) dei miei genitori e quando arriveranno i miei bimbi X non avrò dubbi.
    ultima cosa: magari evitate gli scout (io me li son fatti invece)… brrrrrr.
    ciao!

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