Il calcio è un grande rito che devi rispettar.

novembre 5, 2009

Le dinamiche del calcio, ed in particolar modo del tifo, restano per me un mistero. E lo dico in qualità di tifoso vulcanico e (interiormente e teologicamente) violento dell’Inter.

Cosa spinge persone sane di mente (o giù di lì) a rovinarsi l’esistenza in questo modo? Che meccanismo scatta in noi nel momento in cui, da piccoli, iniziamo a tifare per una squadra e ce la portiamo dietro fino alla tomba, a meno di non chiamarsi Emilio Fede?

Necessità di identificarsi in qualcosa. Di appartenere a qualcosa. Di condividere qualcosa con altra gente nella nostra stessa situazione. Tutto normale e comprensibile, a otto anni. Ma poi?

Essere stato interista e studente alle scuole prima medie e poi superiori, negli anni ’90, non è stato facile. Era il periodo delle spese pazze e delle prese in giro atroci da parte di milanisti e juventini, perchè non vincevamo mai. Saltò poi fuori che il nostro non vincere mai aveva anche altre radici, e vabbè.

Quello che mi ha sempre affascinato e terrorizzato allo stesso tempo è il fatto che in base ad una scelta fatta in un’età in cui abbiamo da poco mollato la tetta della mamma, scelta il più delle volte casuale o dovuta a pressioni esterne ingestibili per un bambino, la nostra vita prende una piega piuttosto che un’altra.

Gli sfottò, soprattutto in età adolescenziale, possono essere crudeli, spietati. Quando l’Inter perdeva una partita importante facevo fatica ad andare a scuola. Mi terrorizzava più di un’interrogazione o un esame, perchè non c’era via di scampo. La partita era persa, non si torna indietro. Alza la testa, marmocchio, e affronta i tuoi nemici.

Dev’essere stato per questo motivo che presi la triste abitudine di chiudere e riavviare le partite a Championship Manager quando non mi andava una sconfitta. Ero capace di rigiocare una partita 50 volte, pur di farla andare per il verso giusto. Era come barare al solitario. Ma non mi interessavano i risvolti morali di quel mio comportamento: andava fatto. Dovevo vincere. Almeno lì!

Tutto questo discorso perchè ieri sera ne ho veramente combinate di tutti i colori, durante Dinamo Kiev – Inter.

Ecco, in ordine temporale, il susseguirsi dei miei stati d’animo.

Fiducia, fiducia crescente, fiducia stabile, [gol fortunoso della Dinamo], odio verso Dio, litigio unilaterale con Dio, metafore zooteologiche, odio verso il fato avverso, odio verso la squadra, odio verso Marco Bersani che un secondo prima dell’autorete di Cambiasso mi manda un sms con scritto “Cambiasso pallone d’oro”, fastidio generico, [fine primo tempo], necessità di andare al bagno per eliminare le tossine accumulate nel primo tempo, profondo amore nei confronti della mia signora che mi compatisce e mi sopporta, [inizio secondo tempo], speranza crescente, speranza stabile, speranza calante, speranza vaffanculo, RABBIA, MORTE, DISTRUZIONE, SBUDELLARE UN AGNELLINO E MANGIARLO MENTRE ANCORA GEME, basta, me ne vado, non ne posso più, mi chiudo in camera mia a giocare a Football Manager E A RIAVVIARE SE PERDO, GOL! il Notts County vince 1-0 in casa del Grimsby e ritrovo il sorriso, torno a vedere l’Inter, PALO IN QUEL MOMENTO PRECISO, scappo di nuovo, non sto più descrivendo stati d’animo da qualche riga, voglio la testa di Eto’o, voglio calciare di punta il culo nero di Balotelli, comincio a delirare e scrivo su Twitter che mi manca Darko Pancev, che comunque vada a finire non seguirò più il calcio, metafore zooteologiche tra le più potenti di sempre, mi appare Dio che mi dice “adesso basta, e che oh?”, ma non è Dio, è Milito, e segna! Stato d’animo felice. Urlo io, urla mio fratello, svegliamo il cane che molla una loffa e scappa terrorizzato, recupero la ragione e mi rendo conto che comunque un pareggio non serve a un cazzo, dunque bisogna vincere, E VINCIAMO, SEGNA GROSSO AL 119ESIMO SU ASSIST DI PIRLO, o qualcosa del genere, la palla scappa al portiere, esce, no non esce, è sulla linea, la prende, no non la prende, arriva Sneijder e in un tripudio di miccette il governo esplode e i suoi brandelli in cielo compongono la scritta GOL.

Poi tipo sei ore per smaltire l’adrenalina. Sono andato a letto alle quattro. E il Notts County è in League One, giusto per completare l’opera.

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12 Risposte to “Il calcio è un grande rito che devi rispettar.”

  1. Manfredi said

    Se è terribile essere interisti negli anni di Calciopoli, figurati essere tifosi del Palermo in qualunque periodo storico! (e non parliamo della partita di giovedì scorso: essere allo stadio e perdere quattro a zero dopo un tempo è qualcosa che non scorderò mai…)

  2. daunt said

    non è esatto. Al gol di Milito, per la prima volta in tutta la storia, sono rimasto in silenzio e non ho neanche detto “gol”, perchè il pareggio non serviva e l’urlo per l’inevitabile gol del vantaggio richiedeva una meticolosa preparazione spirituale

  3. Eli Loker said

    concordo sul riavviare le partite a football manager. una volta avrò rigiocato una semifinale di champions non so quante volte, ma il mio bayern continuava a perdere. salvo vincere con tiro da metà campo al novantesimo al nonsoquantesimo tentativo

    p.s. proprio il notts county? :((((((

  4. thesleepymist said

    Che ha che non va? E’ la partita ideale. Parti dalla quarta divisione inglese e sei ricco sfondato. 🙂

    • Eli Loker said

      niente che non vada, in realtà hai ragione tu, presenta le stesse condizioni del man city a pc calcio 7, divisione bassissima e tanti soldi. solo che io tifo forest e non voglio vedere i cugini risalire la china 😛

  5. comandantemurdock said

    FM è il gioco del genere piu’ bello…anche io penso di essere arrivato a una ventina di riavvii per vincere una partita o passare un turno

  6. enver said

    quoto Giorgione Chiellini su twitter: “bravi e fortunati”. bravi, sì, come spesso non siete stati. fortunati, perché altre volte una partita così si perde invece i due goal, specie il secondo, sono arrivati in modi un po’ così. e nemmeno potevo incazzarmi da gufo, online e non, data la telefonata killer che mi ha impietrito per due ore mentre sullo schermo scorrevano le immagini da kiev(o)…

  7. Fabio ha said

    Oh, leggendo il post devo dire che sono contento abbiate vinto. Se aveste perso non mi sarei fatto le grasse risate ad ogni segno di punteggiatura, forse forse un mezzo sorrisino per il risultato ma che poi andava dimenticato già il giorno dopo.
    In ogni caso, da milanista posso solo dire che li avete presi a pallonate, non avrete giocato benissimo (ma, non sempre bel gioco=vittoria) ma nemmeno Stalin aveva inchiodato undici ucraini nella loro metà campo come avete fatto voi.

  8. Cuba...sìproprioio said

    E comunque da te non mi sarei mai aspettato una cosa del tipo: “basta, me ne vado, non ne posso più, mi chiudo in camera mia a giocare a Football Manager E A RIAVVIARE SE PERDO, GOL! il Notts County vince 1-0 in casa del Grimsby e ritrovo il sorriso…”.
    Cioè, hai mollato i Ragazzi per Football Manager e avresti pure riavviato se perdevi?!?!?! No comment 😀

  9. thesleepymist said

    Ti giuro, al gol sbagliato da Eto’o non ce l’ho più fatta. Ho avuto bisogno di staccare cinque minuti, ero troppo teso.

  10. scrip said

    Miglior. Post. Ever. Ho riso molto. Io comunque già qualche anno fa, tipo alla terza finale di Champions persa in credo sei anni, ho deciso che non valeva la pena soffrire così tanto per il calcio, perché è vero che ogni tanto si gode ma la maggior parte del tempo si soffre. Ora sono un tiepido che si risveglia solo in caso di vittorie orgasmiche

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